Decreto Sicurezza 17.4.2026

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Gentili Colleghe e Colleghi, 

invio il comunicato con il quale l'Organismo Congressuale Forense ha proclamato lo stato di agitazione dell'avvocatura in attesa che, in sede di successivo passaggio alla Camera dei Deputati, venga modificato il testo del c.d. Decreto Sicurezza approvato al Senato il 17 aprile u.s..

In particolare, l’Organismo Congressuale Forense, esprime "forte stupore e ferma contrarietà" nei confronti del testo risultante dagli emendamenti approvati dal Senato il 17 aprile in tema di diritti dei migranti e spiega che "Il recente decreto sicurezza aveva già inopinatamente escluso di fatto il diritto del migrante ad accedere al patrocino a spese dello Stato. Oggi si introduce un compenso all’avvocato, subordinato esclusivamente all’assistenza al reimpatrio volontario del migrante e da corrispondere all’esito della partenza dello straniero. Il testo licenziato, nella logica che lo ispira e nelle conseguenze che ne derivano, non solo lede il diritto di difesa effettiva dell’individuo, ma addirittura stravolge il ruolo e la funzione dell’avvocato, essenziale nel garantire l’assetto democratico del nostro ordinamento. La persona, migrante o cittadino che sia, ha diritto a una difesa effettiva e a un difensore che sia ed appaia privo di interessi rispetto alle scelte da adottare nella difesa dell’assistito. L’Organismo Congressuale Forense afferma che l’attività difensiva ha, quale sua prerogativa, la libertà da qualunque potere e che alcun compenso può essere subordinato o previsto solo in ragione di una sorta di collaborazione da parte dell’avvocato nel conformare la sua attività e le sue scelte agli obiettivi perseguiti dalla politica." 

Riservo successive comunicazioni.

Cordiali saluti

Il Presidente
Antonio Lessiani

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